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Quanti segreti Palermo ha da raccontare?

Palermo è una scatola di meraviglia, con una miriade di dettagli pronti a rivelarsi solo a chi cammina con lo sguardo curioso.

E non basta una sola visita per coglierne l’essenza.

Palermo non si concede tutta insieme: si lascia scoprire a piccoli passi, tra chiaroscuri e riflessi, tra pietra dorata e luce mediterranea, mescolando epoche diverse in un racconto che continua ad affascinare chi sa fermarsi, ascoltare, osservare.

Ecco dunque due piccole curiosità che spesso sfuggono anche a chi ha già visto i luoghi più celebri della città.

La luce rivelatrice

Dentro la Cattedrale di Palermo c’è un dettaglio che molti visitatori si perdono: la meridiana a pavimento.

Una linea sottile in ottone, incastonata nel marmo, che attraversa la navata e sembra un dettaglio decorativo.

La vera sorpresa arriva a mezzogiorno.

Sulla volta, quasi a dodici metri, c’è un piccolo foro gnomonico.

Da lì entra un raggio di luce che va ad illuminare il pavimento, “scrivendo” il tempo e indicando i segni zodiacali.

È uno di quei segreti che Palermo non mostra subito: lo svela solo a chi alza lo sguardo… e poi lo riporta lentamente a terra.

La Residenza della Privacy

Nel cuore del Parco della Favorita, l’antica riserva di caccia di Ferdinando IV di Borbone, si nasconde una delle dimore più eccentriche d’Europa.

La Palazzina Cinese, con il suo tetto a pagoda e l’eleganza “esotica” reinterpretata su richiesta del re dall’architetto palermitano Giuseppe Venanzio Marvuglia.

Il desiderio del re? Avere privacy e niente servitori indesiderati intorno.

Per questo, in primis volle le cucine separate dalla dimora.

E poi, l’invenzione più eclettica: la celebre “tavola matematica”, pensata per servire il pranzo senza che il re dovesse incontrare la servitù.

La tavola già imbandita saliva dal piano di sotto grazie a un meccanismo innovativo, tramite un sistema di funi e carrucole.

Le portate comparivano da quattro aperture circolari, poi i piatti scendevano di nuovo in cucina senza che entrasse un cameriere.

Per “ordinare” bastavano campanelli e nastri colorati, ognuno legato a una richiesta diversa. Un piccolo teatro di ingegno e riservatezza, dove persino il servizio diventava… invisibile.

Ci sono molte curiosità che meritano di essere svelate anche tra le mura del Grand Hotel Wagner. Sapevi, per esempio, che il palazzo è stato costruito all’inizio del’900 e che nel dopoguerra divenne sede degli uffici e della sala costumi del vicinissimo Teatro Massimo?

Ci troviamo, infatti, tra gli storici e celebri Teatro Massimo e Teatro Politeama, a pochi passi dall’isola pedonale di Via Principe di Belmonte ricca di locali, café, ristoranti e negozi.

Scegli il fascino d’altri tempi per i tuoi viaggi nel cuore di Palermo!

Via R. Wagner, 2 – 90139 Palermo (PA) Italia

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